Se non hai mai dormito in una camerata, è la cosa che ti spaventa più delle vesciche e più dei chilometri. Una stanza piena di sconosciuti, i letti attaccati, e tu in mezzo con la sveglia alle sei.
Io ci ho dormito ventitré notti di fila. Ti dico com'è andata.
La prima volta è Roncisvalle
Roncisvalle è il primo albergue del Francese, quello dove arrivi dopo aver passato i Pirenei. Sono entrato con le gambe a pezzi e mi sono trovato davanti una specie di capannone pieno di letti a castello. Sembrava che i letti non finissero mai.
Io sono uno un po' selvatico, e in un dormitorio non avevo mai dormito in vita mia. Il primo pensiero avrebbe dovuto essere di fuga.
Invece ho pensato: wow, che bello.
Cosa succede da quando entri
Arrivi, ti metti in fila, tiri fuori la credenziale e te la fanno timbrare. Ti danno un letto, e il letto non lo scegli tu: ti dicono il numero e quello è.
Le scarpe restano all'ingresso, e questa è la prima cosa che impari. Poi doccia e bucato, subito, perché la roba lavata di sera deve asciugare entro la mattina dopo e di notte non asciuga niente.
La sera si mangia. A volte si esce, spesso si cucina, e in molti albergue si cucina tutti insieme.
Poi la porta si chiude, di solito verso le dieci, e le luci si spengono. Chi arriva dopo trova chiuso. La mattina ti svegliano presto e verso le otto devi essere fuori: gli albergue non sono alberghi, sono posti di passaggio, e il posto serve a quello che arriva dopo di te.
Nei pubblici, che sono i più economici e per me anche i più belli, c'è un'altra regola che conviene sapere prima: ci puoi dormire una notte sola. E non si prenotano, si va per ordine di arrivo.
I tappi sono una priorità
Questa è la cosa più utile che ti scrivo oggi, quindi leggila bene.
Io ho dormito abbastanza bene per ventitré notti, e non perché sono fortunato. È perché mi ero portato i tappi. Ma non quelli classici in gomma, che trovi in qualsiasi farmacia: quelli cerati, quelli che si ammorbidiscono in mano e che ti modelli dentro l'orecchio.
Il motivo è semplice. In una camerata da quaranta persone i russatori ci sono sempre, e ce n'è sempre almeno uno che i tappi in gomma te li sfonda. Con quelli cerati il rumore si azzera.
Costano pochi euro, pesano niente e ti risolvono il problema che ti sta togliendo il sonno adesso, mentre leggi questa pagina invece di preparare lo zaino.
Il letto di sopra, e la scaletta che non c'è
Dei posti brutti non mi è rimasto quasi niente, ed è già una risposta.
Una cosa però me la ricordo bene. In certi albergue il letto a castello non ha la scaletta. Non è rotta, proprio non c'è: si sale mettendo il piede sulla sponda del letto di sotto e tirandosi su a braccia.
Fallo dopo quaranta chilometri, e per di più se sei basso come me. Quella è l'unica cosa dell'albergue che mi ha fatto davvero bestemmiare.
Se volete beccare i letti migliori l'unica possibilità è arrivare presto.
La sera che mi ricordo meglio
Verso la fine del Cammino, quando si era aggiunto Oliver, siamo capitati in un albergue che aveva una sala per lo yoga e una cucina dove si mangiava solo vegetariano.
Abbiamo aiutato a preparare la cena e abbiamo mangiato benissimo.
Il punto è che a duemila chilometri da casa, dopo settecento chilometri a piedi, ti ritrovi a tagliare verdure in una cucina con gente che quella mattina non conoscevi. È per questo che partire da soli non significa restare soli, ed è la ragione per cui la camerata non è il prezzo da pagare per risparmiare. È metà del motivo per cui vale la pena.
Quindi si dorme male?
No. Io generalmente dormivo bene.
Ti aspetti di stare sveglio e invece crolli, perché arrivi a sera con addosso una stanchezza che non hai mai provato e a quel punto potresti dormire su un pavimento. La prima notte sei teso, la terza non ci fai più caso, e dalla quinta ti accorgi che ti sei abituato a spogliarti davanti a trenta persone senza pensarci.
Portati i tappi cerati e un sacco lenzuolo leggero, prendi il letto che ti danno e non farti troppe domande. Il resto è tutto guadagnato: ti costa una manciata di euro a notte, e ti restituisce le sere che poi sono quelle che ti ricordi.
Se stai ancora esitando, guarda la cosa da qui: in un hotel dormiresti meglio ma non porteresti a casa niente di speciale.
Buen Camino.