I consigli che non trovi sulle guide

Consiglio #1: i piedi nel ruscello

Sembra una cosa banale. Non lo è.

Durante le tappe lunghe i piedi si gonfiano, si surriscaldano, accumulano fatica.

Piedi immersi nell'acqua fredda di un ruscello durante una sosta sul Cammino di Santiago

Quando cammini e ne trovi uno, fermati. Togli le scarpe, togli i calzini e metti i piedi dentro. Anche solo pochi minuti. L'acqua fredda sgonfia, rivitalizza, resetta.

Poi asciuga bene, molto bene, anche tra le dita, prima di rimettere i calzini. L'umidità è nemica dei piedi sul cammino.

Riparti. Sentirai la differenza al primo passo.

Consiglio #2: cambia i calzini a metà tappa

Pochi lo fanno. È un errore.

Dopo quattro o cinque ore i calzini sono umidi di sudore, anche se non te ne accorgi. E l'umidità, sul cammino, è quella che apre la porta alle vesciche.

Cambio dei calzini durante una sosta a metà tappa sul Cammino di Santiago

A metà giornata fermati cinque minuti. Togli le scarpe, sfila i calzini bagnati e infilane un paio asciutto e pulito. Quelli usati agganciali fuori dallo zaino: cammineranno con te e si asciugheranno al sole.

È come ripartire con piedi nuovi. Il pomeriggio lo senti diverso fin dal primo passo.

Consiglio #3: il "punto caldo" è il momento di fermarsi

La vescica non arriva all'improvviso. Prima avvisa.

C'è un attimo in cui senti un piccolo bruciore, un fastidio leggero in un punto preciso del piede. È il segnale. Il piede ti sta dicendo che lì qualcosa sfrega.

Controllo del piede alla comparsa del punto caldo, prima che si formi la vescica

Non aspettare. Non dirti "arrivo all'ostello e guardo". Fermati subito, lì dove sei. Scopri il punto, asciugalo bene e proteggilo prima che la pelle si rompa.

Se lo fai al primo avviso, la vescica non nasce. Se aspetti l'ostello, la sera la trovi già lì.

Consiglio #4: la sera, le gambe al muro

Arrivi all'ostello con le gambe pesanti, gonfie, piene di chilometri.

Prima di tutto il resto, sdraiati a terra e appoggia i piedi e le gambe dritti contro la parete. Resta così cinque minuti. Respira.

Gambe appoggiate al muro in ostello per scaricare la fatica dopo la tappa

Il sangue che si è accumulato nelle gambe durante il giorno torna a circolare, il gonfiore scende, i muscoli si scaricano. Funziona meglio di qualsiasi massaggio, e non costa niente.

Sembri un po' ridicolo lì col sedere contro il muro. Lo so. Ma la mattina dopo, quando riparti leggero mentre gli altri si trascinano, capisci che ne valeva la pena.