La Cruz de Ferro è un palo di legno alto circa cinque metri, con in cima una croce di ferro, piantato su un cumulo di sassi a circa millecinquecento metri, fra Foncebadón e Manjarín. È il punto più alto del Cammino Francese. La tradizione vuole che tu ci porti una pietra e la lasci lì.
Io l'ho fatto. Mi ero portato una pietra da casa, l'ho posata e ho pianto tantissimo. Di tutto il mio Cammino è stato il momento più emozionante.
Dove si trova, e quando ci arrivi?
Sta sul monte Irago, in provincia di León, nella tappa che da Astorga porta verso il Bierzo. Si sale per Rabanal del Camino e Foncebadón, e la croce arriva poco dopo Foncebadón, prima di Manjarín. Non è un paese e non ci sono servizi: è un punto in mezzo alla montagna, e a quell'altezza anche d'estate il vento può essere freddo.
Io ci sono arrivato verso sera, il giorno che ero partito da Astorga, e lassù non c'era nessuno. Il cielo era grigio e basso. Da Astorga in poi il Cammino smette di essere pianura: i Montes de León sono brughiera, erica, pietra e vento, e per me sono la parte più bella di tutto il Francese.
Che pietra devi portare?
La tradizione dice una pietra presa a casa tua, nel posto da cui parti. C'è anche chi la raccoglie lungo il Cammino, in un punto che per lui conta. Il senso è lo stesso: lasci lì una cosa che non vuoi più portarti dietro, una colpa, una paura, un lutto vecchio.
Sopra ci puoi scrivere quello che vuoi. Io sulla mia avevo scritto una dedica per il mio migliore amico.
Cosa trovi sul cumulo, e perché non devi leggerlo?
Sui sassi c'è di tutto: fotografie, braccialetti, biglietti piegati, nomi scritti a pennarello. Ognuna di quelle cose l'ha portata qualcuno per centinaia di chilometri, sapendo esattamente dove l'avrebbe lasciata.
Il mio consiglio è uno solo: non stare a leggerle. Quasi tutto quello che c'è lassù non riguarda te. Il modo giusto di stare alla Cruz de Ferro è posare la tua cosa e andare.
Da dove viene questa usanza?
Con certezza non lo sa nessuno. La tradizione racconta che nell'XI secolo Gaucelmo, un eremita che a Foncebadón accoglieva i pellegrini, mise una croce sopra un mucchio di sassi che c'era già. C'è chi dice che quei mucchi li facevano prima i Celti e i Romani per segnare i passi di montagna, e chi dice che i contadini galiziani diretti in Castiglia per la mietitura ci lasciavano una pietra passando. La croce che vedi oggi non è quella antica: l'originale sta nel Museo de los Caminos di Astorga, dentro il palazzo di Gaudí che passi la mattina della stessa tappa.
Cosa trovi se ci passi adesso?
Nell'autunno del 2026 alla Cruz de Ferro ci sono i lavori. Il cumulo negli ultimi anni si era rovinato, fra chi spostava le pietre per farci figure e le macchine che arrivavano fin sotto. I sassi non li tolgono: li rimettono a posto a mano, e intorno arriva una staccionata di legno che li protegge senza nasconderli. Per un massimo di due settimane l'accesso alla croce può essere chiuso. Ne ho scritto nelle Notizie dal Cammino.
E dopo la croce?
Dopo comincia la discesa, ed è quella che ti spacca le ginocchia. Io sono sceso al buio fino a El Acebo. Se stai ancora decidendo cosa mettere ai piedi, ne parlo in Che scarpe servono per il Cammino di Santiago?, e la tappa intera, insieme alle altre ventidue, sta in Il Cammino di Santiago in 23 giorni: le mie tappe, una per una.
Perché uno si porti una pietra fin lassù è un po' la stessa domanda del perché si fa il Cammino. La mia risposta l'ho scritta in Perché si fa il Cammino di Santiago?
Porta la tua pietra, posala, e vai.
Buen Camino.